Fibromialgia

Fibromialgia

Cosa è

La fibromialgia è una sindrome cronica complessa caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento persistente e altri sintomi che compromettono significativamente la qualità della vita. Non è una malattia infiammatoria o degenerativa, ma una disfunzione del sistema di elaborazione del dolore a livello centrale (cervello e midollo spinale).

Sintomi principali della fibromialgia

  • Dolore diffuso a muscoli, tendini e legamenti (soprattutto in punti specifici detti “tender points”)
  • Affaticamento persistente
  • Disturbi del sonno (sonno non ristoratore, risvegli frequenti)
  • Difficoltà cognitive (“fibro-fog”, problemi di memoria e concentrazione)
  • Rigidità muscolare, spesso al mattino
  • Cefalea tensiva o emicrania
  • Colon irritabile
  • Ansia e/o depressione

Diagnosi

Non esiste un test specifico. La diagnosi si basa su:

  • Esclusione di altre patologie (es. artrite reumatoide, lupus, ipotiroidismo)
  • Criteri clinici: dolore diffuso per almeno 3 mesi e presenza di altri sintomi (affaticamento, disturbi cognitivi, ecc.)

Cause e fattori di rischio

La causa è multifattoriale e ancora poco compresa. Possibili fattori:

  • Predisposizione genetica
  • Eventi stressanti o traumatici (fisici o psicologici)
  • Disturbi del sonno
  • Disfunzione dei neurotrasmettitori (come serotonina e dopamina)
  • Sensibilizzazione centrale (il cervello amplifica i segnali di dolore)

Percorso terapeutico

Terapia del dolore

È una condizione cronica, ma non è progressiva né letale. Con una gestione adeguata, molti pazienti migliorano la qualità della vita. È possibile gestire i sintomi con un approccio multimodale:

Farmacologica

  • Antidepressivi (es. duloxetina, amitriptilina)
  • Anticonvulsivanti (es. pregabalin, gabapentin)
  • Miorilassanti
  • Evitare gli oppioidi (di solito inefficaci)

Esercizio fisico leggero e regolare (es. camminata, yoga, nuoto), Fisioterapia, Tecniche di rilassamento e mindfulness, Dieta equilibrata (alcuni trovano beneficio riducendo zuccheri e cibi infiammatori), Ritmi regolari del sonno.

Terapie complementari

Ossigenozonoterapia (GAE e altre modalità)
L’ozono (O₃), usato a basse concentrazioni mediche, ha proprietà:

  • Antinfiammatorie (riduzione di citochine pro-infiammatorie, modulazione di NF-κB)
  • Antiossidanti indirette (stimola la produzione di enzimi endogeni come SOD, catalasi, glutatione)
  • Miglioramento del microcircolo e dell’ossigenazione tissutale
  • Azione analgesica tramite modulazione delle vie del dolore

Ossigenoterapia in camera iperbarica (OTI)
Consiste nel respirare ossigeno puro al 100% a pressioni superiori (2–2,5 ATA) in camera iperbarica.

Meccanismi ipotizzati:

  • Aumento dell’ossigeno disciolto nel plasma → migliore ossigenazione dei tessuti
  • Neuroplasticità positiva: modulazione della sensibilizzazione centrale
  • Riduzione di ipossia mitocondriale e stress ossidativo
  • Effetto su neuroinfiammazione e dolore cronico

Considerazioni pratiche

  • Entrambe le terapie hanno basi fisiopatologiche solide e studi preliminari incoraggianti.
  • Non sono ancora considerate gold standard → da proporre come opzioni complementari, in centri specializzati, sempre in combinazione con approccio multidisciplinare (farmaci, fisioterapia, psicoterapia, esercizio).
  • Possibile interesse anche in trial clinici o protocolli personalizzati di terapia del dolore.

È vivere nel dolore costante. Non c’è un solo momento in cui non provo dolore. A volte penso che il dolore non sia così male, altre volte mi chiedo come farò a farcela. Mi addormento con il dolore e mi sveglio con il dolore. È sempre lì.